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Analisi Tecnica Nozioni di base

Introduzione all'Analisi Tecnica: i concetti base della disciplina (1).
puntatoreI concetti base della disciplina.
Analisi Tecnica

   L'Analisi Fondamentale, altra disciplina a supporto delle scelte gestionali, non va vista in antitesi all'analisi tecnica, ma va considerata come uno strumento e un metodo a completamento delle strategie operative circa la gestione dei titoli. L'analisi fondamentale dà dei suggerimenti sulle posizioni da assumere su particolari titoli, ma il momento (timing) delle operazioni finanziarie può essere suggerito dall'analisi tecnica. L'analisi fondamentale si basa sull'identificazione e la previsione delle variabili economiche e finanziarie da cui può dipendere l'evoluzione delle quotazioni dei titoli e considera ed interpreta sia le variabili macroeconomiche, vale a dire le grandezze che possono influenzare l'economia nel suo complesso, sia le variabili microeconomiche riferite all'emittente dello strumento finanziario.

   Il primo livello è rappresentato pertanto dall'osservazione di variabili macroeconomiche quali i tassi d'interesse, di cambio, il prezzo delle materie prime e la situazione politico-sociale. Un secondo livello è costituito dall'analisi di tipo settoriale e aziendale. Si focalizza nello studio del grado di concorrenza, della domanda e dell'offerta, del livello di innovazione, delle eventuali regolamentazioni ecc.; in altre parole, di tutte quelle grandezze che possono caratterizzare un determinato settore. In effetti, non tutti i settori reagiscono allo stesso modo o nello stesso tempo all'evolversi del ciclo economico. È ormai abbastanza nota, ad esempio, la suddivisione tra settori ciclici, come per esempio il settore automobilistico, o il settore industriale in genere ed i settori anticiclici, come quello alimentari ad esempio, poco influenzati dall'andamento economico generale. In pratica lo studio della situazione economico-finanziaria di una società attraverso l'esame delle informazioni reperibili presso diverse fonti. Il bilancio, con i suoi allegati, rappresenta indubbiamente la fonte principale, ma il punto di partenza per l'analisi economica di un'impresa è la riclassificazione dei bilanci societari. Lo scopo della riclassificazione è principalmente quello di poter consentire la migliore interpretazione dei valori aziendali, di renderli omogenei, confrontabili nello spazio e nel tempo al fine di dare un'informativa la più completa possibile della situazione aziendale sotto l'aspetto reddituale, patrimoniale e finanziario. Possiamo individuare tre tipi di analisi: quella strutturale, che si basa sul confronto tra grandezze finanziarie, patrimoniali ed economiche; quella per flussi, che esamina la dinamica di certe grandezze finanziarie nel tempo e l'analisi per indici, sia di liquidità che di copertura o di redditività.

Analisi Tecnica

   Questo tipo di analisi pone a confronto due grandezze di bilancio ed ha come obiettivo quello di evidenziare: la solidità, ossia la capacità di un'azienda di perdurare nel tempo adattandosi alle mutevoli condizioni del mercato; la liquidità, vale a dire la capacità di far fronte economicamente ai suoi impegni; il rinnovamento, la capacità di adeguarsi al mercato e quindi svilupparsi; la redditività, remunerare i mezzi impiegati; l'efficienza, ossia utilizzare in modo migliore i mezzi a disposizione. Un altro tipo di analisi mette in relazione i valori ottenuti dall'analisi di bilancio con il prezzo dell'azione sul mercato. Si tratta di valutare i particolari indicatori, chiamati anche multipli, che consentono il confronto con aziende appartenenti allo stesso settore. Possiamo infatti analizzare una società o un gruppo di società appartenenti allo stesso settore attraverso il multiplo del fatturato: P/Fatturato (P/Sales); Ev/Fatturato (Ev/Sales), dal numero di utenti in caso di società Internet (P/Users); del rapporto prezzo/utile P/E (price/earning); dal patrimonio netto prezzo/patrimonio netto (Price Book Value), dalla redditività del titolo (dividendo/prezzo). La costruzione di questi multipli ha un significato maggiore se il prezzo corrente del titolo è rapportato agli indicatori futuri e previsionali, per esempio gli utili per azione attesi.






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