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Reports Strike
Strike, nota settimanale di informazione finanziaria
 La settimana del Trader al 30 luglio 2010. Macroeconomia In Usa, nel suo consueto report mensile Beige Book la Fed rileva come nonostante l’economia nel complesso stia continuando a crescere, in alcuni Distretti a metà luglio è stata registrata una salita “in fase di stallo o meno intensa”. Per quanto riguarda il mercato del lavoro la Fed rileva un “modesto miglioramento” mentre il settore immobiliare è ancora definito “debole”. Il tono nel complesso, secondo gli analisti, è meno ottimista del report di inizio giugno. Intanto, la fiducia dei consumatori è scesa a luglio al livello più basso da febbraio principalmente a causa dei timori sul mercato del lavoro. Secondo quanto pubblicato dal Conference Board, l'indice di fiducia a luglio è sceso a 50,4 dal dato di giugno rivisto al rialzo a 54,3. Il dato è sotto le attese degli economisti, la cui mediana delle previsioni si attestava a 51, in un range tra 46,0 e 55,5. L'indice sulla situazione attuale cala a 26,1 da 26,8, mentre quello sulle aspettative decresce a 66,6 da 72,7. In Europa, l'indicatore sulla fiducia dell'economia nei sedici paesi della Zona Euro è balzato inaspettatamente a luglio a 101,3 da 99,0 di giugno, ben sopra le attese degli economisti che si aspettavano una conferma del dato precedente. L'indice sul settore industriale e quello relativo al sentiment dei consumatori sono migliorati rispettivamente a -4 da -6 e a -14 da -17, mentre quello sulle aspettative di inflazione è risultato invariato a 11. Infine il 'business climate' è salito a 0,66 da 0,40 rivisto da 0,39. Sul fronte del mercato del lavoro, stabile a giugno a quota 10,0% in perfetta sintonia con le attese il tasso di disoccupazione dei sedici paesi euro. Maglia nera in Europa la Spagna al 20%, mentre in testa alla classifica va citato il 3,9% dell'Austria seguito dal 4,4% dell'Olanda. In Giappone, le vendite al dettaglio sono salite per il sesto mese consecutivo sostenute dal pacchetto di stimoli messo in atto dal governo, mostrando a giugno un rialzo tendenziale del 3,2%, in linea con le attese, ed un incremento mensile destaglionalizzato pari allo 0,4%. Il dato preliminare relativo alla produzione industriale nipponica indica una flessione dell’1,5% a giugno, di ben 1,7% al di sotto del consensus del mercato che scommetteva su un ben più confortante +0,2%. Il calo del mese scorso è il maggiore da febbraio 2009. Sempre in Giappone, l'indice Pmi sul settore manifatturiero mostra a luglio un raffreddamento nel tasso di espansione, passando a 52,8 (minimo degli ultimi quattro mesi) dal 53,9 di giugno. Le spese delle famiglie evidenziano il mese scorso un rialzo mensile di 2,9% e tendenziale di 0,5%, a fronte di un consensus per una caduta di 0,6%. Il tasso di disoccupazione passa a giugno al 5,3% dal 5,2% di maggio, livello su cui scommetteva la mediana delle attese. Infine, sul fronte prezzi, l'indice nazionale a livello 'core' vede a giugno una contrazione dell’1,0% su anno, a fronte di un consensus pari a -1,1%, mettendo a segno il sedicesimo mese consecutivo di flessione, mentre quello relativo alla singola area di Tokyo, sempre a livello 'core' rivela a luglio un -1,3% tendenziale identico a giugno rispetto all'attesa di -1,2%. In Cina, la banca centrale cinese prevede che l'economia della Repubblica popolare rallenterà, ma esclude il rischio di un nuovo minimo del ciclo. L'istituto centrale ha aggiunto che la crisi del debito dell'Area Euro non avrà un impatto significativo sull'economia cinese. I nuovi prestiti bancari alle imprese nel 2010 si collocheranno entro i 7.500 mld di yuan (USD1,1 mld) se verranno confermati i livelli di giugno. |
Cambi Sul mercato dei cambi, il cross dollaro/yen è scivolato al record negativo degli ultimi otto mesi a 86,22, colpito dalle vendite degli esportatori nipponici in vista della fine del mese e dai timori sulle prospettive per l'economia Usa. La valuta nipponica non sembra risentire della lettura decisamente inferiore alle attese dei dati sulla produzione industriale giapponese di giugno. L’Eur/Usd è salito intanto ai massimi da oltre due mesi sopra la soglia di 1,30. Prosegue la fase di recupero della moneta unica, che nel corso delle ultime sedute si è spinta anche sopra la soglia di 1,31 nei confronti del dollaro, salvo poi ripiegare lievemente. In caso di ulteriore salita i prossimi target sono a 1,3250 e a 1,3430. Diversamente, in caso di nuovo indebolimento, i primi supporti sono costituiti dalle MM a 14 e a 45 gg, rispettivamente a 1,2915 e a 1,25. Materie Prime Sul fronte delle commodities, nelle ultime sedute il petrolio ha perso lievemente terreno e viaggia in area USD78,0 al barile (future wti), depresso dalle dichiarazioni poco ottimistiche sullo stato dell'economia americana da parte del presidente della Federal Reserve di Saint Louis, che si è detto preoccupato dei rischi che potrebbero correre gli Stati Uniti se cadessero in un pantano simile a quello giapponese, con prezzi e investimenti in caduta. A deprimere le quotazioni ha inoltre contribuito l’accumulo delle scorte Usa nell’ultima settimana. Nelle ultime sedute si è attenuta la fase ascendente del future wti, che si è allontanato dagli USD80,0 al barile tornando in zona USD78,0. In caso di nuovo allungo,superati gli USD80,0 i prossimi target rimangono a USD82,0 e USD84,0. Al contrario, il cedimento della MM a 21 gg attualmente a USD76,20 e la fuoriuscita dal canale ascendente di medio periodo deprimerebbero le quotazioni verso il supporto statico a USD68,50 e sui minimi del 20 maggio a USD64,24.
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Mercati Azionari Ottava in lieve rialzo per i principali listini internazionali, in un contesto in cui le indicazioni incoraggianti giunte dalle trimestrali europee, in gran parte migliori rispetto alle attese, sono state parzialmente controbilanciate da un atteggiamento di cautela alla luce delle dichiarazioni poco confortanti sulla ripresa dell’economia americana da parte del presidente della Federal Reserve di Saint Louis, oltre che da dati macro sotto le aspettative degli analisti arrivati sia dal Giappone sia dagli Stati Uniti. Sul fronte corporate, in Usa le prospettive non positive annunciate da Nvidia e Symantec hanno penalizzato i produttori di chip, facendo aumentare i dubbi sulla domanda per la componentistica nel settore tecnologico. Entrambe le società hanno tagliato le attese per il prossimo trimestre, dando così ulteriore peso ai timori che l'economia stia crescendo con un passo più lento rispetto alle attese. In Europa, indicazioni positive dalle trimestrali diffuse in questi giorni. In particolare, in evidenza il comparto bancario dopo i conti superiori alle attese rilasciati dalla svizzera Ubs e dalla tedesca Deutsche Bank. La prima ha evidenziato un utile netto pari a CHF2,01 mld dopo una perdita di CHF1,4 mld del 2Q09. Il risultato è superiore alle stime degli analisti di CHF1,12 mld. Per il futuro del gruppo l'Ad Oswald Gruebel si è detto fiducioso. Deutsche Bank ha chiuso il secondo trimestre con un utile pretasse di EUR1,52 mld, in linea con le attese grazie a minori accantonamenti su crediti a fronte di una debole attività di investment banking. L'istituto tedesco, che nel periodo ha realizzato un utile netto di EUR1,2 mld e ricavi di EUR7,2 mld, ha ribadito l'obiettivo di EUR10,0 mld di utile prestasse a livello di gruppo per l'anno prossimo. Tra le auto, bene la tedesca Volkswagen dopo aver riportato nel 2Q10 un utile netto di EUR1,25 mld, in deciso aumento dai EUR283,0 mln del 2Q09 e oltre le attese di EUR730,0 mln. In salita anche i ricavi, a EUR33,16 mld dai EUR27,2 mld di un anno fa e sopra le aspettative di EUR29,3 mld. Volkswagen si aspetta di archiviare il 2010 con ricavi e utili in forte aumento rispetto all’esercizio precedente. Peugeot, il secondo maggiore gruppo automobilistico europeo ha archiviato il 1H10 con un utile pari a EUR680,0 mln rispetto alla perdita netta di EUR962,0 mln del 1H09 e ricavi a EUR28,394 mld (+20,8%) grazie in particolare al successo dei nuovi modelli. Gli analisti si attendevano utili per EUR416,7 mln e ricavi a EUR28,3 mld. Per il resto dell'anno il gruppo si attende uno scenario europeo piuttosto difficile (mercato continentale atteso in calo del 7% nel 2010), aggiungendo però che la divisione auto sarà "prossima alla parità nel secondo semestre". Il gruppo tedesco dei semiconduttori Infineon ha riportato nel 3Q10FY ricavi a EUR1,21 mld, in rialzo del 59% rispetto al corrispondente periodo del 2009, mentre l'utile netto è salito a EUR126,0 mln, EUR0,11 per azione, contro la perdita di EUR23,0 mln dell'anno prima. I dati sono superiori alle attese (EUR1,13 mld i ricavi e EUR0,10 l’Eps). Rivista al rialzo la guidance 2010 sui ricavi e aumentati gli investimenti dell'anno da EUR300,0 a EUR400,0 mln. Siemens ha archiviato il 3Q10FY con un aumento dei ricavi e degli ordini ed ha rivisto al rialzo le guidance sul 2010. In evidenza anche i titoli telefonici dopo una raffica di trimestrali nel settore, a partire da France Telecom e Telefonica che hanno diffuso conti migliori rispetto alle stime. Bene anche British Telecom dopo aver reiterato l'outlook sul 2010. Per l’Italia, il gruppo Eni ha chiuso il 2Q10 con un utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) di EUR1,63 mld, in rialzo dell'80,2% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre sul semestre il rialzo si attesta al 29,5% a EUR3,45 mld. I dati sono migliori rispetto alle attese degli analisti, che erano per un utile netto di EUR1,479 mld. Nel trimestre l'ebit adjusted del gruppo petrolifero di attesta a EUR4,13 mld (EUR3,991 mld il consensus), in rialzo del 61,9% rispetto al 2Q09. Nel semestre l'ebit raggiunge quota EUR8,46 mld, in crescita del 34,2%. Il Cda ha deciso di proporre un dividendo interim di EUR0,50 per azione, in linea con quello del 1H09 da mettere in pagamento a partire dal 23 settembre con stacco cedola il 20. Enel ha archiviato il 1H10 con un utile netto di EUR2,425 mld, in calo del 31,2% rispetto al 1H09 che si era avvantaggiato di componenti straordinarie. L'Ad Fulvio Conti ha detto di "prevedere un margine operativo lordo per l'intero 2010 superiore a quello già indicato al mercato", pari a EUR16,0 mld. Indice FSTEMib Dopo essersi momentaneamente spinto fin a ridosso dei 21.500 pts, nelle ultime sedute l’indice FTSE/MIB ha fatto ritorno in area 21.000 pts. In caso di ripresa i prossimi target rimangono a 21.500 e a 22.000 pts. Diversamente, in caso di indebolimento delle quotazioni e di rottura delle MM a 14 e a 45 gg, rispettivamente a 20.600 pts e a 20.000 pts, il prossimo importante supporto è rappresentato dai minimi di fine maggio in prossimità dei 18.000 pts (supporto intermedio a 18.500 pts). Azionario Italia: ENI Il doppio massimo intorno ai EUR16,0 ha dato il via ad uno storno del titolo, con le quotazioni che sembrano tuttavia trovare sostegno in corrispondenza delle MM a 14 e a 45 gg, appaiate in area EUR15,50. Il cedimento di tale livello aprirebbe la strada ad un nuovo indebolimento di Eni, con supporti seguenti a EUR15,10, EUR14,60 ed in corrispondenza dei minimi di fine giugno a EUR14,30. Al contrario, in caso di superamento dei EUR16,0 i prossimi target sono a EUR16,40 e a EUR17,20.
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