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Reports Cross

Cross, nota operativa sui cambi
Reports

   Analisi relativa alla settimana dal 20 Agosto 2010 a cura di CFX Intermediazioni.

   Anche in quest’ultima settimana il mercato Forex è stato fortemente influenzato dall’uscita di importanti dati macroeconomici che ne hanno condizionato l’andamento, inducendo gli investitori a privilegiare le classiche valute rifugio: yen e soprattutto franco svizzero.
La moneta elvetica si è riportata nei pressi dei massimi storici contro l'euro con il cross Euro/Chf che oggi si attesta sotto area 1,32 rimarcando la teoria che vede il Franco svizzero tornato ad essere la miglior opzione come valuta rifugio, anche alla luce delle indiscrezioni circa la volontà delle autorità giapponesi di non far salire oltre un certo limite lo yen.
Tra i dati macro più rilevanti usciti in settimana segnaliamo l’aumento del jobless claims americano di ieri che ha confermato la persistente debolezza del mercato del lavoro statunitense.

Le richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana al 14 agosto, infatti, hanno toccato quota 500 mila unità in aumento di 12 mila rispetto alla settimana precedente (dato rivisto da 484 mila a 488 mila) e sui massimi dal novembre 2009. Minimi addirittura dal luglio 2009 invece per l’indice Philadelphia Fed che ad agosto è sceso a sorpresa a -7,7 punti dai 5,1 del mese precedente. Il Philly Fed era atteso a 7,2 punti.

Un dato sotto la soglia dello zero segnala una fase di contrazione economica. I dati di ieri hanno inevitabilmente aumentato i timori che la ripresa degli Stati Uniti possa essere più debole del previsto; in particolar modo i consumi privati degli americani risultano ancora inferiori rispetto a quanto stimato fino a poco tempo fa. Di riflesso ai dati USA troviamo la debolezza dell'euro nei confronti delle principali divise e principalmente nei confronti del dollaro (cross tornato fin sotto quota 1.2700). Tuttavia, per buona parte della settimana, è stato lo yen la divisa al centro di possibili scossoni.

Si fanno infatti sempre più forti le voci di un intervento delle autorità giapponesi per la stabilizzazione dello yen, giunto settimana scorsa ai massimi degli ultimi 15 anni contro dollaro. A conferma del rallentamento globale, inoltre, lunedì scorso è arrivato il debole dato sull’economia giapponese.

   Nel secondo trimestre l'economia nipponica risulta in progresso dello 0,4 per cento annualizzato, ben al di sotto del +2,3% atteso. Su base trimestrale il rialzo risulta dello 0,1%. Il Giappone che nel secondo trimestre ha riportato un pil nominale inferiore a quello cinese, risulta ancora avanti alla Cina prendendo in considerazione i primi 6 mesi del 2010.

   Sul fronte sterlina, invece, da segnalare come dai verbali della Banca centrale britannica si evince che Andrew Sentance e' rimasto ancora l'unico esponente del comitato a votare per un rialzo dei tassi allo 0,75% rispetto allo 0,50% attuale.

   Nei giorni scorsi si erano diffusi timori che il comitato potesse mostrare una divisione al suo interno e soprattutto che alcuni membri avessero votato per l'attuazione di nuove misure di quantitative easing. Le Minute hanno invece rimarcato come la BoE ritiene che ci siano pochi segnali di aumento delle attese di inflazione.



Principali tassi di cambio.

   Euro - Dollaro.

   Accelerazione ribassista per il cambio euro dollaro sul finire di settimana. Il cross che questa mattina scambiava in area 1,28 ha avviato un ripido trend ribassista con le quotazioni che sfiorano proprio in questi minuti la soglia di area 1,2710, toccando minimi fino a quota 1.2660. A livello tecnico il trend ribassista appare solido e destinato a proseguire in direzione dei successivi livelli statici a 1,2650 e poi a 1,2590. Un ritorno in area 1,2750 potrebbe essere sfruttato per aprire nuove posizioni ribassiste. Le indicazioni poco confortanti arrivate ieri pomeriggio dagli Stati Uniti hanno trascinato, come detto, il cross fin sotto area 1.2700. Difatti al nuovo aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione che confermano la persistente debolezza del mercato del lavoro statunitense, si è aggiunto il calo a sorpresa dell’indice Philadelphia Fed ad agosto. Il "Philly" Fed raffigura la condizione manifatturiera nel distretto della Federal Reserve di Philadelphia. Un dato sotto la soglia dello zero segnala una fase di contrazione economica. Unico dato favorevole in settimana per l’economia americana è relativo alla crescita superiore alle attese della produzione industriale statunitense e luglio (+1% m/m rispetto al +0,5% del consensus).





Dollaro - Yen.

   Andamento altalenante per il cross USD/JPY che ha visto la moneta giapponese in un primo momento risalire sopra area 85.85 per poi ritracciare in area 84.90. Verso fine seduta odierna, invece, il cross sembra essersi stabilizzato sopra area 85.50. Da non sottovalutare la posizione del ministro dell'Industria di Tokyo che considera l'attuale livello del cambio dollaro/yen dannoso per le aziende nipponiche. Il vice ministro dell'economia ha inoltre affermato che l'apprezzamento dello yen sta avendo gravi effetti sugli esportatori mentre il ministro del Commercio Noashima ha ammesso di aver parlato con il Primo Ministro di eventuali interventi sul cambio. Appare tuttavia difficile che queste misure possano essere intraprese senza il benestare degli Usa, che finora non ha mostrato l'intenzione di aprirsi a un apprezzamento del dollaro contro lo yen. Altri analisti ritengono invece improbabile un intervento nel breve termine dato che la Bank of Japan ha già chiarito di non vedere minacce nel recente apprezzamento dello yen.


Sterlina - Dollaro.

   Reazione positiva della sterlina alle Minutes della Bank of England relative alla riunione dello scorso 5 agosto. Il cross sterlina/dollaro subito dopo la diffusione dei verbali ha invertito la tendenza portandosi in rialzo rispetto al dollaro e alle altre principali valute. Il cross sterlina/dollaro ha toccato un massimo verso fine settimana a 1,5670 dollari per poi ritracciare quest’oggi in area 1.5540, toccando minimi a 1.5460.

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