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Special Box Asset Allocation

Asset Allocation Stategica e Tattica
puntatoreUn processo il cui fine è quello di raggiungere la diversificazione nei propri investimenti in relazione al grado di rischio che si vuole sopportare... a cura di Roberto ercolino...
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   Per Asset Allocation, letteralmente “allocazione del patrimonio”, s’intende la suddivisione del portafoglio tra le varie classi di attività finanziarie, quali azioni, obbligazioni ed aree di investimento. E' un processo il cui fine è quello di raggiungere la diversificazione nei propri investimenti in relazione al grado di rischio che si vuole sopportare.

   In pratica la gestione di asset class (classi finanziarie) si può descrivere come quella serie di attività svolte al fine di costruire un portafoglio finanziario che, attraverso studi appropriati, tende a massimizzare i rendimenti, rendendo minima la differenza fra le attese e i risultati effettivi. Il principio al quale ci si ispira è che prima di ogni investimento deve essere inevitabilmente effettuata una scelta di asset allocation. Posto quindi che l’obiettivo è quello di creare diversificazione tra le diverse classi finanziarie, abbiamo come finalità la costruzione di un portafoglio che rispetti lo specifico profilo di rischio e rendimento dell’investitore, definendo l’Asset Allocation Strategica (AAS) l’attribuzione del peso all’interno di un portafoglio a ciascuna delle categorie prescelte.

   Gli investimenti sono caratterizzati dal rapporto rischio/rendimento il quale indica che una maggiore remunerazione è necessariamente legata ad una maggiore incertezza, definita volatilità in quanto riflette le oscillazioni dei valori intorno alla loro media che ne rappresenta il rendimento. Le attività poco rischiose rendono poco, ma sono più stabili: si ipotizzi un investimento in BOT rinnovato annualmente, la crescita sarà sistematica e graduale, ma senza alte performance specie in rapporto al tasso di inflazione o meglio al tasso reale positivo. Volendo ottenere un rendimento maggiore ci si può orientare verso le obbligazioni a medio e lungo termine che pagano cedole maggiori, ma sono più volatili. Più interessante è il mercato azionario, nel quale si utilizza la definizione di premio al rischio; con questa grandezza si indica quale sia la remunerazione media attesa in eccesso rispetto al rendimento freerisk. Ovviamente maggiore sarà questo valore, maggiore sarà la redditività attesa delle azioni. Tutti vorremmo la tranquillità delle obbligazioni a breve associata alla redditività delle azioni: si tratta però di un binomio inconciliabile ed ogni investitore deve scegliere come suddividere il proprio denaro tra le varie asset class.

   Per ottenere un rendimento superiore a quello offerto dalla liquidità, l’asset class per definizione esente da rischio, è necessario spostarsi su forme di investimento via via più rischiose come le obbligazioni, le azioni. Tuttavia è opportuno sottolineare che anche un’allocazione eccessiva verso le obbligazioni, nel lungo termine, comporta l’assunzione di un rischio inflazione e di controparte, spesso superiori di quanto si possa stimare a livello intuitivo. Ad una maggior volatilità, ovvero ad un maggior rischio, si associa un più elevato rendimento atteso e ciascuna tipologia di attività finanziaria rappresenta una diversa combinazione di rischio e rendimento ed è questa la principale caratteristica da considerare nella costruzione di un portafoglio. La scelta che riguarda la suddivisione dell’asset allocation per giungere a determinati obiettivi, è subordinata, in termini di diversificazione del capitale, anche a livello geografico, a condizioni soggettive.

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   Vanno quindi definite con attenzione le tipologie degli investimenti, che variano per singolo investitore in funzione della propensione al rischio. Questa valutazione rappresenta il processo che determina le scelte strategiche in termini di valore da attribuire a ciascuna tipologia di strumento, creando un rapporto diretto tra gli obiettivi prefissati e la scomposizione diversificata del patrimonio, che va seguito mediante una verifica costante delle scelte effettuate.

   Occorre valutare la relazione che lega fra loro l’andamento delle diverse attività, la correlazione, che permette di costruire portafogli efficienti, ossia che minimizzino il rischio a parità di rendimento o che massimizzino il rendimento a parità di rischio assunto. La relazione diretta tra rischio e rendimento che caratterizza le attività finanziarie è stabile solo nel lungo periodo, mentre nel breve e medio termine può essere anche molto diversa da quella prevista in teoria. Per questo la scelta strategica di asset allocation deve essere valutata in un’ottica di lungo periodo, nel breve periodo ci si può anche discostare dalla strategia di fondo per aumentare o ridurre l’esposizione a determinati fattori di rischio a seconda delle fasi di mercato, in questo caso si parla di Asset Allocation Tattica (AAT). L’ampiezza di questi disallineamenti va però determinata a priori come parte integrante del processo di asset allocation, assieme alla scelta dell’orizzonte temporale dell’investimento ed alla frequenza di eventuali riequilibri del portafoglio.

   I rendimenti ed i rischi legati alla costruzione di un portafoglio dipendono in primo luogo dalle caratteristiche generali dei mercati in cui s’investe, più che dall’andamento dei singoli strumenti finanziari utilizzati. Di frequente si sottovaluta la rilevanza che l’asset allocation dovrebbe rivestire nelle scelte di investimento e ci si concentra invece sulle singole opportunità di profitto. Così facendo si perdono di vista il profilo di rischio/rendimento complessivo del portafoglio e si finisce con il focalizzarsi solo sui rendimenti attesi, tralasciando i relativi rischi finanziari. Le motivazioni fondamentali da non sottovalutare sono quindi l’analisi rigorosa degli obiettivi e dei vincoli che ciascun investitore fronteggia: massimizzare il rendimento in termini assoluti non è il modo più corretto per avvicinarsi ai mercati finanziari. L’importanza dell’asset allocation risiede nella considerazione che la performance finale di un investimento dipende molto di più dalla tipologia di mercato o di asset class in cui si è deciso di investire, piuttosto che dalla scelta dei singoli titoli da inserire in portafoglio.






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